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Sistema Ispettivo di QUALificazione
S.I.QUAL

 

Standard Ispettivo di Qualificazione e Mantenimento dei Fornitori Locali (PMI)

In un filiera agroalimentare  caratterizzata da una sempre maggiore ricerca di garanzie abbinata alla esigenza di ottimizzare le risorse riducendo i costi esiste il problema di identificare gli strumenti che consentano di raggiungere obiettivi apparentemente contraddittori.


Da un lato infatti si assiste ad una grande pressione da parte dei  Canali Distributivi  sui fornitori al fine di ottenere sempre maggiori garanzie , dall’altro il contesto socio – economico mette le aziende in una condizione di grande difficoltà sia economica che finanziaria e quindi con sempre maggiori problemi a rispondere adeguatamente.


In questo contesto poi , tutti i Canali Distributivi stanno sempre più orientando il loro interesse verso fonti di approvvigionamento "Locali" che garantiscono elevata qualità di prodotti legati al territorio generalmente rientrano in quella definizione di PMI che , sia a livello nazionale che comunitario , rappresentano strutturalmente gli anelli più deboli della filiera sia dal punto di vista economico-finanziario che di conoscenza dei requisiti necessari per adeguarsi alle esigenze dei moderni canali distributivi. Parallelamente il quadro della Food Law in ambito UE si evolve verso una sempre maggiore responsabilizzazione dei diversi attori della filiera , con la Distribuzione sempre più esposta , e ad una progressiva specializzazione del controllo ufficiale sempre più indirizzato a verificare le attività svolte in autocontrollo dagli Operatori del Settore Alimentare (OSA) e sempre meno al controllo diretto.
Questo approccio si traduce in una ricaduta certamente più impegnativa per tutta la filiera che tuttavia viene ad avere degli strumenti per rendere il controllo ufficiale meno casuale e più premiante per le realtà capaci di lavorare in prevenzione.
Il significato dell'indirizzo verso l'approccio ispettivo vuole rimarcare l'esigenza di oggettività ed efficacia basate su una valutazione puntuale di prodotti e processi al di fuori di spesso inutili e pesanti adempimenti formali.
Le esigenze del mercato e quelle legali in un contesto sociale caratterizzato da una situazione di crisi economica e di rivalutazione delle realtà locali spingono verso approcci sempre meno formali e costosi e sempre più efficaci , efficienti , oggettivi e razionali.
La risposta alle diverse esigenze è stata finora data con lo sviluppo di Standard certificativi che , per quanto siano stati sempre più orientati verso il prodotto e il processo , sono riusciti solo in parte a coprire tutte le complesse esigenze del sistema di filiera.
Per questa ragione la proposta di un approccio basato sulla Valutazione Ispettiva ed integrato con delle fasi di Tutoraggio vuole essere la risposta alle esigenze di qualificare in sicurezza e nel rispetto dei requisiti legali anche realtà come le PMI senza determinare aumenti di costi insopportabili.

Obiettivi
Gli obiettivi di S.I.QUAL sono quelli di consentire l’ingresso nei moderni canali distributivi di realtà produttive regionali qualificabili come PMI garantendo alcuni requisiti ovvero :

  • Sicurezza delle produzioni fornite
  • Legalità dei soggetti fornitori
  • Contenimento dei costi di qualificazione
  • Progressività dell’approccio basato su principi di risk assessment
  • Crescita culturale dei soggetti qualificati

In definitiva lo schema S.I.QUAL prende in considerazione in modo realistico la realtà sociale e strutturale di soggetti quali le PMI locali  ponendo le basi per una qualifica non “accondiscendente” ma basata su un approccio articolato in diverse fasi attraverso le quali si forniscono alle aziende fornitrici gli strumenti di adeguamento e al cliente distributore quelli per poter sostenere le scelte fatte a fronte delle esigenze di tipo legale mediante un approccio in linea con i Regolamenti UE.

Principi di S.I.QUAL.

Il principio fondamentale di S.I.QUAL è quello di fornitore evidenze di conformità delle aziende verificate : per questo lo schema è inserito nell'ACCREDITAMENTO SECONDO LA NORMA ISO 17020.

Il sistema S.I.QUAL  PMI si basa sul principio fondamentale che per soggetti quali le PMI l’approccio deve essere molto progressivo e capace di valorizzare soprattutto aspetti fondamentali per la garanzia quali :

  • La trasparenza verso il cliente
  • La reattività agli stimoli di miglioramento  
  • La consapevolezza dell’importanza e delle responsabilità del ruolo
  • La efficacia di valutazioni oggettive ed incontestabili

Per tutte le ragioni esposte lo schema S.I.QUAL si basa su :

  • Acquisizione dettagliata dei dati dell’azienda
  • Tutoraggio dell’azienda nella preparazione ispezione e risoluzione non conformità rilevate
  • Ispezione di verifica dei dati ricevuti e della sussistenza dei requisiti legali ed igienici
  • Valutazione della capacità di risoluzione delle non conformità
  •  Definizione di piani di monitoraggio commisurati al ranking di rischio dell’azienda

In base agli obiettivi dell'intervento l'approccio di S.I.QUAL. si basa su una dettagliata acquisizione di dati aziendali che vengono poi verificati e confermati in sede di ispezione durante la quale vengono anche valutati gli aspetti di tipo più prettamente igienico e strutturale. L'ispettore durante la verifica applica una check list nella quale rileva la rispondenza di quanto acquisito e valutato preliminarmente , gli aspetti igienici e strutturali e l'applicazione dell'autocontrollo specifici per la tipologia di produzione in oggetto. Non vengono valutati aspetti procedurali e di sistema in modo generico ma solo e sempre la loro applicazione specifica nella realtà in oggetto e per le finalità stabilite. La preparazione dell'ispezione viene fatta in modo molto dettagliato e puntuale utilizzando anche strumenti di simulazione nei quali si parte sempre da etichette di prodotti in commercio ed in base ai quali si verifica la reattività aziendale. In seguito alle evidenze dei documenti ricevuti , dell'ispezione e degli esiti del piano di miglioramento , l'azienda ottiene un Ranking di Rischio in base al quale pu essere qualificata o meno con un Certificato di Ispezione. Ottenuto l'esito positivo dal certificato di ispezione scatta la fase di mantenimento che è di diversa profondità e frequenza a seconda del Ranking di Rischio di partenza.
In un filiera agroalimentare caratterizzata da una sempre maggiore ricerca di garanzie abbinata alla esigenza di ottimizzare le risorse riducendo i costi esiste il problema di identificare gli strumenti che consentano di raggiungere obiettivi apparentemente contraddittori.
Da un lato infatti si assiste ad una grande pressione da parte dei Canali Distributivi sui fornitori al fine di ottenere sempre maggiori garanzie , dall'altro il contesto socio economico mette le aziende in una condizione di grande difficoltà sia economica che finanziaria e quindi con sempre maggiori problemi a rispondere adeguatamente.
In questo contesto poi , tutti i Canali Distributivi stanno sempre più orientando il loro interesse verso fonti di approvvigionamento "Locali" che garantiscono elevata qualità di prodotti legati al territorio generalmente rientrano in quella definizione di PMI che , sia a livello nazionale che comunitario , rappresentano strutturalmente gli anelli più deboli della filiera sia dal punto di vista economico-finanziario che di conoscenza dei requisiti necessari per adeguarsi alle esigenze dei moderni canali distributivi. Parallelamente il quadro della Food Law in ambito UE si evolve verso una sempre maggiore responsabilizzazione dei diversi attori della filiera , con la Distribuzione sempre più esposta , e ad una progressiva specializzazione del controllo ufficiale sempre più indirizzato a verificare le attività svolte in autocontrollo dagli Operatori del Settore Alimentare (OSA) e sempre meno al controllo diretto.
Questo approccio si traduce in una ricaduta certamente più impegnativa per tutta la filiera che tuttavia viene ad avere degli strumenti per rendere il controllo ufficiale meno casuale e più premiante per le realtà capaci di lavorare in prevenzione.
Gli esempi più importanti sono quelli dell'art.5 del Regolamento 882 / 2004 che prevede esplicitamente la possibilità di delega di attività di controllo ufficiale a soggetti privati purchè accreditati secondo la norma EN 45004 (attuale ISO 17020). Tale principio , a prescindere dalla delega che verrà poi effettivamente data , sancisce due aspetti importanti che sono :

  • La ricerca di efficacia facendo riferimento ad una norma che regolamenta l’attività ispettiva
  • Il riconoscimento del valore di garanzia dell’Accreditamento

Il significato dell’indirizzo verso l’approccio ispettivo vuole rimarcare l’esigenza di oggettività ed efficacia basate su una valutazione puntuale di prodotti e processi al di fuori di spesso inutili e pesanti adempimenti formali.
Il riconoscimento dell’Accreditamento è poi sancito dall’altro esempio importante rappresentato dal Regolamento 765 / 2008 che al punto 27 dell’introduzione prevede esplicitamente che qualora gli operatori dispongano di verbali delle prove o certificati attestanti la conformità di prodotti / processi rilasciati da organismi Accreditati , le autorità di vigilanza del mercato dovrebbero tenerli debitamente in considerazione. 
Le esigenze del mercato e quelle legali in un contesto sociale caratterizzato da una situazione di crisi economica e di rivalutazione delle realtà locali spingono verso approcci sempre meno formali e costosi e sempre più efficaci , efficienti , oggettivi e razionali.
La risposta alle diverse esigenze è stata finora data con lo sviluppo di Standard certificativi che , per quanto siano stati sempre più orientati verso il prodotto e il processo , sono riusciti solo in parte a coprire tutte le complesse esigenze del sistema di filiera.
Per questa ragione la proposta di un approccio basato sulla Valutazione Ispettiva ed integrato con delle fasi di Tutoraggio vuole essere la risposta alle esigenze di qualificare in sicurezza e nel rispetto dei requisiti legali anche realtà come le PMI senza determinare aumenti di costi insopportabili.

Obiettivi
Gli obiettivi di S.I.QUAL sono quelli di consentire l’ingresso nei moderni canali distributivi di realtà produttive regionali qualificabili come PMI garantendo alcuni requisiti ovvero :

  • Sicurezza delle produzioni fornite
  • Legalità dei soggetti fornitori
  • Contenimento dei costi di qualificazione
  • Progressività dell’approccio basato su principi di risk assessment
  • Crescita culturale dei soggetti qualificati

In definitiva lo schema S.I.QUAL prende in considerazione in modo realistico la realtà sociale e strutturale di soggetti quali le PMI locali  ponendo le basi per una qualifica non “accondiscendente” ma basata su un approccio articolato in diverse fasi attraverso le quali si forniscono alle aziende fornitrici gli strumenti di adeguamento e al cliente distributore quelli per poter sostenere le scelte fatte a fronte delle esigenze di tipo legale mediante un approccio in linea con i Regolamenti UE.

Principi di S.I.QUAL.
Il sistema S.I.QUAL  PMI si basa sul principio fondamentale che per soggetti quali le PMI l’approccio deve essere molto progressivo e capace di valorizzare soprattutto aspetti fondamentali per la garanzia quali :

  • La trasparenza verso il cliente
  • La reattività agli stimoli di miglioramento  
  • La consapevolezza dell’importanza e delle responsabilità del ruolo
  • La efficacia di valutazioni oggettive ed incontestabili

Per tutte le ragioni esposte lo schema S.I.QUAL si basa su :

  • Acquisizione dettagliata dei dati dell’azienda
  • Tutoraggio dell’azienda nella preparazione ispezione e risoluzione non conformità rilevate
  • Ispezione di verifica dei dati ricevuti e della sussistenza dei requisiti legali ed igienici
  • Valutazione della capacità di risoluzione delle non conformità
  •  Definizione di piani di monitoraggio commisurati al ranking di rischio dell’azienda

In base agli obiettivi dell’intervento l’approccio di S.I.QUAL. si basa su una dettagliata acquisizione di dati aziendali che vengono poi verificati e confermati in sede di ispezione durante la quale vengono anche valutati gli aspetti di tipo più prettamente igienico e strutturale. L’ispettore durante la verifica applica una check list nella quale rileva la rispondenza di quanto acquisito e valutato preliminarmente , gli aspetti igienici e strutturali  e l’applicazione dell’autocontrollo specifici per la tipologia di produzione in oggetto. Non vengono valutati aspetti procedurali e di sistema in modo generico ma solo e sempre la loro applicazione specifica nella realtà in oggetto e per le finalità stabilite. La preparazione dell’ispezione viene fatta in modo molto dettagliato e puntuale  utilizzando anche strumenti di simulazione nei quali si parte sempre da etichette di prodotti in commercio ed in base ai quali si verifica la reattività aziendale. In seguito alle evidenze dei documenti ricevuti , dell’ispezione e degli esiti del piano di miglioramento , l’azienda ottiene un Ranking di Rischio in base al quale può essere qualificata o meno con un Certificato di Ispezione.  Ottenuto l’esito positivo dal certificato di ispezione scatta la fase di mantenimento che è di diversa profondità e frequenza a seconda del Ranking di Rischio di partenza.

S.I.Qual   SCHEMA QUALIFICAZIONE P.M.I

STEP

Azione

Strumenti

1

Raccolta e conferma anagrafica fornitori
ed elenco referenze

Verifica dati aziendali di base e legali

2

Invio questionario base di autovalutazione  a tutte le aziende

Check list autoportante a punteggio volta alla identificazione delle aree basiche necessariamente presenti per l'inserimento in anagrafica

3

Integrazione

Dialogo diretto del Customer Service Avanzato con il Fornitore per la risoluzione di eventuali carenze nella  documentazione e per la implementazione  della presenza dei requisiti legali basici per la fornitura dei prodotti alimentari

4

Invio questionario a blocchi (Area Legale, Area Monitoraggi  , Area Analitica)

Identificazione Azienda, tipologia attività , elenco referenze fornite, volumi forniti, volumi di produzione, anni di presenza nel settore, fatturato sviluppato, numero di dipendenti, gestione autocontrollo, monitoraggi- Validazione delle Etichette del fornitore¦

5

Analsi dei  questionari ricevuti

Classificazione dei fornitori in base al risk assessment (Il livello di rischio ¨ determinato in ragione della loro dimensione, volumi di produzione,  fatturato delle in-formazioni storiche, e delle tipologie di rischio connesse al prodotto alimentare fornito) ed in funzione del soddisfacimento dei requisiti dello Schema ConFitdenza

6

Pianificazione attività  di monitoraggio

In base alla tipologia di prodotto e ad una serie di criteri definiti, incrociando i dati aziendali e le caratteristiche peculiari della azienda,si procede alla elaborazione di un piano di monitoraggio (esecuzione verifiche documentali a distanza , audit documentali, esecuzione verifiche analitiche, eventuali attività  di ispezione presso il fornitore) specifico per la realtà  aziendale con l'obbiettivo di garantire il soddisfacimento dei requisiti di conformità  allo schema.

 7

Analisi dei piani di miglioramento

Gli esiti delle verifiche effettuate vengono rivisti in base alla qualità dei piani di miglioramento proposti dai fornitori che in questo modo hanno la possibilità di rimediare le  non conformità in un sistema dinamico che ne consente la crescita progressiva pur senza alterare l’efficacia sugli aspetti di sicurezza   

8

Classificazione Fornitori  e mantenimento

Tramite le informazioni raccolte e la  elaborazione delle  categorie di rischio (alto, medio e  basso rischio) in funzione dei vari input ricevuti (NC, Reclami, risultati di Ispezione) si provvede alla classificazione del fornitore

9

Aggiornamento dei file fornitori

Mediante i dati ottenuti da : questionari, ispezioni, gestione NC e  rilevate durante l'attività  il data base
si provvede alla conferma e al mantenimento dei requisiti del fornitore

10

Pianificazione interventi e attività

Tramite i dati e le statistiche ottenute, conferma del metodo e pianificazione attività  di monitoraggio e controllo.

 

 


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